sabato 3 gennaio 2009

L'orrore e la speranza




Esistono ormai almeno due mondi collocabili a distanza siderale l’uno dall’altro. Il mondo dei belli, ricchi e famosi e quello abitato da persone brutte, sporche e cattive. Nel terzo, ipotetico pianeta, abita la gente comune che osserva, in parte (molto minima) riflette, si pone interrogativi, non riesce più a dissimulare la propria irritazione, è percorsa da un apprezzabile empito di indignazione civile che poi stenta a trovare idonei interlocutori istituzionali.


Quelle file a Napoli, in via Chiaia, davanti agli empori di Louis Vuitton e Gucci, alla vigilia di Natale, apparivano incongrue agli occhi di chi non riesce a comprendere, per propri limiti sicuramente, la marea umana che tracimava dai marciapiedi per intasare le vie che, già a stento, si riusciva a percorrere. Due occupazioni di suolo pubblico estemporanee e non autorizzate. Mi avvicino stupefatto, chiedo al giovane “bene” se sia in corso una vendita promozionale. Costui mi guarda con un palese disprezzo per la volgarità della domanda e risponde lapidariamente che sta aspettando per fare acquisti. Accenno, con le mani, alla fila in strada, neppure si degna di voltarsi e sorride con compatimento. Ne resta ancora di spazzatura da rimuovere a Napoli.


Qualche giorno più tardi, dagli schermi televisivi, eruttano immagini di guerra, di stragi, di volti sanguinanti di bambini, un’infanzia senza nome che non strapperà neppure una lacrima. Volti anonimi che disturbano all’ora dei pasti. “Cin cin Gaza” era il titolo di un’efficacissima puntata di “Blob” qualche sera fa. Al rombo degli spari di morte facevano da contrappunto gli idioti botti che salutano il nuovo anno. Israele che ha patito l’inumano Olocausto si trasforma nel torturatore per antonomasia. Fino a quando l’autismo dei cosiddetti Grandi del Mondo persisterà? E fino a quando i mercanti di morte potranno continuare con i loro inverecondi traffici di armi, alimentando la follia iconoclasta dei popoli?


Pure a Gaza, la minuscola terra di confine, si fa la fila, ma per il pane e così incolonnati si rischia ovviamente la vita. Chissà se fra i tanti ragazzi “bene” c’è qualcuno che nella borsa firmata ha la decenza di mettere la testa per la vergogna?


Tornare e riprendere le attività, lacerare il velo dell’ipocrisia, unica protagonista nelle feste di fine anno. Altro che serenità, invano augurata, altro che 2009 da festeggiare, altro che ottimismo (coatto) da includere nella Costituzione, come l’ometto B., tessera P2 n°1816 (a proposito si sta attuando un silente “golpe” sulle orme del Gran Maestro, qualora sfuggissero le affinità) vorrebbe.


Pessimismo a piene mani, insomma, eppure una speranza che può ingrossarsi mi accompagna ed è la speranza che certa buona e sana gioventù è riuscita a regalarmi, senza saperlo, sotto il tradizionale albero. La gioventù, magari non socialmente attiva, eppure portatrice di un modello sano di sviluppo e di rapporto con gli altri, fresca, di un entusiasmo contagioso, con un sorriso che mi auguro non si offuschi nel percorso della vita.


E poi l’impegno sociale per la legalità di coloro che credono in un altro mondo possibile e non demordono. Che nella dura realtà di Napoli e del suo hinterland sono “contro”. Ho ascoltato testimonianze che mai nessun giornale racconterà, perché parlano di storie solo apparentemente minime, eppure così importanti per non abbandonare il sentiero della speranza. Di inquirenti, assolutamente anonimi, che procedono nelle loro indagini, testardamente convinti nel valore della giustizia, che vivono con la scorta e non frequenteranno mai salotti televisivi. Eppure ci sono. Come i giovani laureati che si propongono nella difficile scalata in magistratura e che non tradiranno le attese: sarà nuova aria. Fresca e pulita.


E c’è anche quel sentimento che “move il sole e l'altre stelle” e che potrebbe l’universo tutto condizionare, stravolgendone la direzione. Fare l’amore per non fare la guerra è senza dubbio il miglior baratto esistente. Una convinzione, mai messa in dubbio e rafforzata in questi necessari giorni di assenza. È pure il miglior auspicio possibile che mi sento di poter rivolgere a chi amabilmente, in silenzio e non, continuerà a seguirmi nel quinto anno di vita di questo blog.





5 commenti:

  1. Ciao, Frank. Ben tornato!

    Molto bello quello che scrivi. Mi e' venuto spontaneo associarlo ad impressioni che ho avuto anch'io in queste feste (pur non muovendomi da casa). Per esempio, quando citi gli inquirenti silenziosi mi e' venuto in mente un film documentario che avevo scaricato da tempo ma che non avevo mai avuto tempo di guardare: "Le mani su Palermo". Narra la lunga, difficile ma testarda opera della squadra catturandi di Palermo per arrivare dopo anni alla cattura del boss Lo Piccolo. Mentre vedevo i geniali tentativi, la pazienza, il coraggio di questi giovani poliziotti mi riempivo di speranza anche se continuavo a chiedermi chi glielo fa fare.

    Scusa se mi sono dilungata.

    Buon anno, Frank.

    Artemisia

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  2. Grazie Frank *O*

    non pensavo avessi lasciato questo bel commento.



    Ifona

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  3. sermau, le tue segnalazioni, puntuali, mi fanno sempre piacere.

    Artemisia, non scusarti mai più per esserti dilungata! :-) E' sempre un piacere leggere ciò che scrivi (da me e, ancor di più, da te). Ti ringrazio per l'apprezzamento: cerco di mettere sempre ciò che provo, senza autocensure, nei miei post. A volte va bene, qualche rara volta forse no.

    Magari continueremo sempre a chiederci chi glielo faccia fare, ma è solo grazie a questa silenziosa ed efficace caparbietà se ancora non siamo crollati. In seguito temo che non sarà più sufficiente.

    Buon 2009 anche a te, cara e intelligente amica.

    ifona, tienimi maggiormente d'occhio: potrei sorprenderti ancora! :-)

    Ti ringrazio per aver apprezzato, ma in qualche modo dovevo e volevo ringraziare altre persone (compresa te).

    *O*.

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  4. Grazie per i complimenti, Frank. Io invece non lo so perche' sono partita bene quest'anno, nel senso che mi sento addosso una gran voglia di fare. Forse e' solo una questione di sbalzi ormonali femminili :-)

    A presto, Frank. Stiamo in contatto. Non ti abbattere.

    Artemisia

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  5. Artemisia, certo che si deve restare in contatto, stai tranquilla su questo, fa parte dei "prodigi" della blogosfera. Quanto ai complimenti sono accentuati anche dalla soddisfazione nel constatare che esiste un modo molto simile, assai vicino oserei dire, di vedere e valutare le cose. Per esempio: la citazione, in "Report" di Liebig aveva colpito molto anche me.

    Non preoccuparti, invece, per l'insolita (e credo pure inaspettata) voglia di fare, credo derivi dall'insopportabilità della situazione esaminata sotto tanti punti di vista.

    Ho postato, sul blog dedicato a Travaglio, un video di "altra informazione", grazie all' input di "Blog". Te lo consiglio. E magari mi farai sapere.

    Non mi abbatto. Posso però essere irritato? (per adoperare un eufemismo).

    Un caro saluto :-)

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