martedì 18 dicembre 2007

Irragionevoli ragioni


Ieri sera, nella trasmissione “Che tempo che fa”, c’era come ospite il Presidente del consiglio Romano Prodi, il quale alla domanda di Fabio Fazio sul Dalai Lama e sul mancato incontro, ha risposto con una certa veemenza e malcelata irritazione che, in primo luogo lui si trovava all’estero e, secondariamente, che nessuno lo aveva invitato, richiamandosi infine alla ragione di Stato. Una ragione che a me pare irragionevole e che andrebbe tradotta con un linguaggio più esplicito. “Se riconosciamo il Dalai Lama quale rappresentante del Tibet occupato dalla Cina, questa poi si arrabbia e di brutto, ci chiude le frontiere, impedendoci di sfruttare la manodopera cinese e negandoci tutte quelle opportunità che quell’immenso Paeseoffre. Insomma, questioni di business”.


Ora, accettare questa impostazione come quella corretta, significa piegare la testa e tutto il resto alla tirannia degli affari e dei soldi. Significa barattare la violazione dei diritti civili e delle migliaia di condanna a morte, eseguite ogni anno in quel Paese, con un più rassicurante atteggiamento che chiude entrambi gli occhi di fronte all’oppressione esercitata sulla popolazione tibetana, nonché al disprezzo per la vita umana che l’esercizio della pena di morte legalizzata autorizza a fare.


In sostanza, l’ipocrisia va sempre di moda e le ragioni del portafoglio continuano a prevalere senza che nessuno trovi ciò aberrante. Un motivo in più per non partecipare, con le rappresentative ufficiali, ai Giochi Olimpici di Pechino. Il boicottaggio: la vera e sacrosanta opportunità.


Pubblico qui un articolo apparso il 16 ottobre scorso su AsiaNews.it. Per non dimenticare l’effimera ondata emotiva che ci ha schiaffeggiato pochi mesi fa ed è poi scivolata via senza alcun rimpianto.


16/10/2007 10:48

MYANMAR

Boicottare le Olimpiadi di Pechino per liberare il Myanmar


di Piero Gheddo


Anche se ha scarse possibilità di successo, la proposta appare come l’unica strada per far muovere la Cina, la sola che può veramente costringere la giunta militar-socialista ad ascoltare il popolo. L’alternativa è il silenzio che entro breve tempo tornerà ad avvolgere il dramma dei birmani.

Roma (AsiaNews) - Alcuni amici dalla Birmania mi scrivono: “Aiutateci! Per noi è problema di vita o di morte!”. Da Yangon uno molto ben informato scrive: “Le sanzioni economiche alla Birmania contano nulla, poiché il regime può schiacciare il popolo come vuole e quanto vuole. Ha azzerato l’unica forza di opposizione, i monaci buddisti, e può importare ed esportare tutto quanto gli occorre della Cina: i capitali gli vengono soprattutto dal commercio di oppio e dalla vendita di gas e di petrolio. Se non succede qualcosa in campo internazionale che possa liberarci da questa schiavitù interminabile, fra alcuni mesi tutto ritornerà come prima! A noi, schiavi del nostro tempo, pare che l’unica cosa da fare sia di boicottare le Olimpiadi cinesi. Crediamo sia la sola minaccia che può portare la Cina e poi il regime birmano ad ascoltare il popolo e concedergli la libertà di cui ha diritto”.


 Ancora oggi, dal Myanmar riferiscono della massiccia presenza di militari intorno alle due pagode più famose di Yangon, la Shwedagon e la Sule. Forte è anche la presenza dei soldati intorno alla pagoda Kyaikkasan a Thingangyun, nella quale numerosi monaci sono stati rastrellati e si dice che alcuni siano stati uccisi: 15 camionette sono vicine alla pagoda e l’hanno chiusa, lasciando aperto un solo ingresso.


Già si è parlato di boicottare le Olimpiadi dell’estate 2008 in Cina, ma finora la proposta non decolla. Anzi, due mesi dopo l’inizio della rivolta contro la dittatura militar-socialista della Birmania, la situazione è nettamente peggiorata e non si vedono segni di miglioramento. L’ONU è bloccata da Cina e Russia e sta tramontando l’interesse dell’Occidente per i monaci buddhisti e il popolo birmano, mentre la pesante repressione dei militari è giunta fin dove non erano arrivati né gli spietati imperatori di un tempo (nel 1878 il ventenne Thibaw fece strangolare 86 parenti: arrestato a Mandalay dagli inglesi nel 1886 e mandato in esilio in India) né i colonizzatori inglesi e nemmeno i giapponesi che avevano invaso la Birmania negli anni 1942-1945. Per millenaria tradizione, i luoghi sacri del buddismo erano sempre rispettati. Oggi si hanno notizie di assalti ai conventi e alle pagode, antichi Budda decapitati per ricuperare le pietre preziose incastonate, monaci uccisi, migliaia di loro arrestati: li vedremo nelle regioni remote (non le poche frequentate dai turisti) al lavoro lungo le strade, legati in coppia con una catena (come ho visto personalmente pochi anni fa). Questa la sorte dei monaci buddisti. Facile immaginare la fine delle decine di migliaia di laici che sono scesi in piazza a protestare, in maggioranza giovani!


Anche a noi di AsiaNews il boicottaggio delle Olimpiadi sarebbe l’unica proposta che potrebbe portare a qualche risultato concreto per la liberazione del popolo birmano. Non importa molto che poi possa avere più o meno successo. Da anni la Cina ha investito miliardi e miliardi di dollari nel preparare le Olimpiadi e ci gioca la sua “faccia” a livello mondiale. Vuole apparire un paese moderno, ricco, evoluto, organizzato, affidabile. La minaccia condivisa da molti popoli di un boicottaggio di quell’evento storico per i dirigenti cinesi è peggio di qualsiasi altro insuccesso o bancarotta. Fra due-tre mesi il popolo birmano sarà di nuovo stabilmente sotto il tallone di ferro delle armi birmane e cinesi, chissà per quanti decenni ancora. E noi saremo qui a consolarci facendo marce e fiaccolate e tentando il “dialogo” con  i satrapi birmani e i loro protettori cinesi. Ma è possibile che la Cina continui ad opprimere (o aiuti chi opprime) i diritti umani in Tibet, in Birmania, in Darfur e altrove e sia considerata intoccabile per motivi economici? Sono autentici i nostri pacifismi e le nostre proteste per le violazioni dei diritti dell’uomo?

6 commenti:

  1. purtroppo non siamo maggioranza perchè non ci rassegnamo all'idea del pensiero unico che massifica e convince. questo uno sfogo che tiene assieme molte cose che abbiamo scritto ultimamente.

    a presto

    baci

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  2. Beh, da parte mia, per la prima volta (considera che ricordo pure le Olimpiadi di Roma del 1960...) in vita mia non seguirò la diretta tv e cercherò di boicottare pure gli sponsor dei giochi, in attesa della lista ufficiale che al momento mi è ancora sconosciuta.

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  3. ilvecchiodellamontagnadicembre 18, 2007

    Mi sono chiesto cosa avrei fatto io al posto di Prodi. Non è un risposta facile...

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  4. folata, repetita juvant (magari) allora. Non ci stiamo a questo stato di cose e insistiamo, anche se personalmente apparterrò sempre ad una minoranza di persone (come diceva Nanni Moretti in "Caro diario") che non si rassegnano, per esempio "all'idea del pensiero unico". Anzi siamo già in due :-)

    Baci

    Fratello, (quando si svolsero i Giochi Olimpici a Roma di anni ne avevamo 3...) la scelta che compirai è dolorosa, anche se gli orari dovrebbero agevolare la mancata visione televisiva.

    Il boicottaggio, anche degli sponsor, è cosa buona e giusta. Io vado oltre e propongo, come vado sostenendo da tempo, la mancata partecipazione dell'Italia. In fondo ne aveva parlato il 1° novembre su "la Repubblica" Federico Rampini e anche se non mi pare ci siano state grosse reazioni io mi sento di insistere su una battaglia che non sarà vincente, ma almeno ne varrà la pena.

    Un abbraccio

    Vecchio, le tue parteciapzioni, di cui sono sempre lusingato, meritano ancora più attenzione. A me non è piaciuto il tono della risposta, oltre all'invocazione della "ragione di Stato" che appare sempre l'ultima ratio a cui ci si aggrappa quando la posizione è imbarazzante. Riconosco che non sia una risposta facile, ma i dubbi per me scompaiono se metto da una parte i diritti umani, la pena capitale e dall'altra la gigantesca cassa di risonanza rappresentata da Pechino 2008. E non ci sto ad adeguarmi alla "ragione di Stato".

    Un caro saluto

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  5. Tempo fa ho scritto un post del boicottaggio delle olimpiadi in cina.

    Te lo liko qui:

    http://crisgi.splinder.com/post/14407726/Le+olimpiadi+in+Cina

    Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi... i punti per me più importanti sono nei commenti...premetto che io sono buddista ma credo che il bocottaggio non può servire a cambiare la situazione...serve ben altro.



    Ps: sono contenta di essere capitato per caso nel tuo blog...mi piace molto ciao

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  6. criss01, allora torna spesso qui. :-) Intanto ho inserito nei segnalibri il tuo blog e ci passerò con calma, intendo passato il caos che - mio malgrado - devo affrontare (odio la frenesia).

    Sul boicottaggio sto provando a insistere, pur ritenendo che serva anche dell'altro. Ma ne parlerò da te.

    Ciao, "grazie al caso" e, soprattutto, ai tuoi apprezzamenti.

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