venerdì 19 gennaio 2007

Simulacro di sovranità nazionale


Intervista a Mario Rigoni Stern


di Toni Fontana


l'Unità 18 gennaio 2007


«Ci sono passati sopra la testa, ricordiamoci del Cermis»

«Sono indignato, ora la protesta non si deve fermare, sono in gioco i diritti dei cittadini. Non dobbiamo dimenticare quanto è accaduto al Cermis». Parla lo scrittore Mario Rigoni Stern, in questi mesi solidale con i comitati di Vicenza che si sono battuti contro la realizzazione della base Usa.

Come si sente all'indomani della decisione annunciata dal governo?

«Indignato, oggi non so se meritano di stare al governo le persone che abbiamo eletto. Diamo gli Usa una parte del nostro territorio, dov'è finita la nostra sovranità nazionale? Abbiamo forse dimenticato che cosa è accaduto al Cermis? Mi meraviglio che il consiglio comunale di una città si sia arrogato il diritto di concedere un territorio. Si tratta di una questione che travalica i confini del comune. È una questione seria, sono in gioco i nostri interessi di cittadini».

Lei ha sempre difeso la necessità di tutelare l'ambiente naturale..

«A Vicenza e in Italia non stiamo discutendo solo una questione ambientale. Qui è in gioco un diritto nazionale. Ci rendiamo conto che le base straniere godono di extraterritorialità? Se succede un incidente i responsabili vengono giudicati da un tribunale di una potenza straniera. Ciò è inaccettabile. Del resto anche un personaggio con una grande esperienza internazionale come Sergio Romano ha dichiarato che è anacronistico concedere l'uso del territorio nazionale per realizzare altre basi militari straniere. Se si trattasse solo di una questione ambientale allora dovremmo chiudere anche Porto Marghera, sigillare i quartieri soffocati dall'inquinamento. Qui invece stiamo discutendo anche di altro. Ricordate il sequestro avvenuto a Milano di un cittadino arabo?».

La protesta ha coinvolto anche molti cittadini dei quartieri di Vicenza che sono andati in piazza con i loro bambini...


«I veneti sono molto gelosi della loro terra, il governo non può nascondere la gravità dei problemi e deve trovare il coraggio di dire le cose come effettivamente stanno».


Alla fiaccolata alcuni giovani gridavano contro i partiti ed incitavano a non andare alla urne...


«Non condivido atteggiamenti estremisti. Io andrò a votare se necessario con quattro mani. Nel voto possiamo proseguire la nostra lotta, sostenere le nostre ragioni, questo è l'unico modo che abbiamo per poter pesare e per dimostrare la nostra indignazione. Non si tratta di difendere solo la città di Vicenza, ma tutto il paese, dobbiamo agire per tutelare i diritti dei cittadini di Milano, di Napoli, di Roma, di tutta l'Italia. Non stiamo affatto giocando. La questione è seria».


 


 

5 commenti:

  1. Silenzioindiogennaio 19, 2007

    mi sento spesso impotente di fronte all'ingiustizia... ed anche molto contrariata se non "adirata" quando coinvolge singoli individui o quando le implicazioni diventano collettive e offendono l'inviolabile dignità dell'uomo nella sofferenza o ancor peggio nelle tragedie.

    un sistema che privilegia la ragion di stato a discapito della verità quale garanzia quale futuro quale sicurezza potrà mai garantire se non focalizza nell'uomo l'impegno la progettualità e le pratiche di goverso?

    ciascuno nell'ambito della propria vita deve adeguarsi e concretizzare quei principi indispensabili per una convivenza civile umana e sociale, ma sperimento giorno dopo giorno che serve a ben poco ...

    la giustizia per essere esercitata appieno deve avere caratteristiche ben precise di imparzialità oggettività diritto equità rettitudine, peculiarità che oggi nell'era dei compromessi difficilmente trovano riscontro...

    non dispero comunque...si troverà nel vissuto la forza propulsiva per cambiare le sorti dell'umanità.



    ti auguro un sereno fine settimana Frank

    un saluto caro

    Sil

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  2. La questione è seria, ma non nego di essere pessimista. I vari governi che si avvicendano in questo Paese fanno sempre la medesima politica, anche per quanto riguarda i rapporti con gli USA. Non credo che le cose cambieranno in futuro, e sono sempre più disgustata.

    E dire che confiniamo con una nazione dalla quale potremmo prendere qualche esempio, cioè la Francia.

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  3. La questione è seria. Però anche la sinistra...radicale l'affronta in maniera del tutto manichea o strumentale. Ovvio che nulla obietto alla legittima e comprensibile indignazione/preoccupazione della popolazione locale; ma alla luce dell'elenco delle basi Usa che hai postato..direi che la questione diventa politica: vogliamo o no, noi italiani, essere membri Nato e a che titolo di partecipazione?

    Perchè non porre come elemento di discussione politica vera la questione centrale. Temo che essendo minoritario chi ipotizza l'uscita dalla Nato la questione non verrà mai posta come tema nazionale dai nostri compagni.

    L'esempio Francia non è pertinente, purtroppo. Sia perchè rimane una potenza nucleare, si aperchè mantiene un esercito di notevoli dimensioni, cosa che l'Italia non può permettersi. O si ipotizza anche una scelta di neutralità e smilitarizzazione?

    Sarebbe una posizione coerente. Insomma inutile manifestare a titolo di testimonianza..ci vogliono prese di posizione serie e comportamenti conseguenti.

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  4. Frank per motivi imperscrutabili ora posso leggere il tuo spazio.

    E vedo che hai dato spazio al grande Rigon Stern..e chi può dimenticare il Cermis..

    Un bacione

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  5. So benissimo che la Francia è una potenza nucleare e forte sotto il profilo militare. Ma io l'ho citata molto sbrigativamente solo come esempio per dire che, volendo e impegnandosi attraverso certe politiche, si può anche lavorare per rendersi indipendenti dagli Stati Uniti.

    Non si può certo pretendere di cambiare le cose dall'oggi al domani, tutt'altro, ma ci si può impegnare progressivamente per darsi una dignità nazionale, attraverso la via più opportuna e più consona alle nostre possibilità.

    R.





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