venerdì 16 marzo 2007

La Spagna illuminata


Zapatero, stessi diritti uomo-donna. Approvata la "Ley de Igualdad"


Acclamato, Zapatero dice: «Da sola giustifica la legislatura». Così il premier spagnolo si è espresso sulla legge che - come lui dice - vale i primi tre anni di governo. Si chiama Ley de Igualdad e darà alle donne la parità nelle liste elettorali e sul lavoro a cominciare dalle amministrazioni pubbliche passando anche per gli incarichi nei consigli d´amministrazione delle imprese. Insomma, si tratta di una misura che, progressivamente, porterà al riconoscimento delle pari opportunità tra i due sessi anche in tutti i posti sul lavoro.


Il testo è stato approvato in via definitiva dal parlamento spagnolo con l'astensione del centrodestra, che ha criticato in particolare la parità elettorale (non più del 60 per cento e non meno del 40 per cento per ciascun sesso). Che non si tratti di "quote rosa" ma del raggiungimento di una parità effettiva, lo si capisce già dalle percentuali fissate intorno al "fifty-fifty". E contestate dall´opposizione di centrodestra, al pari del progetto contenuto nella Ley de Igualdad che introduce, con percentuali simili, l'obbligo di procedere a una equa assegnazione degli incarichi entro otto anni ai vertici delle imprese.


Ma se il premier Josè Luis Rodriguez Zapatero, fuori del parlamento, ha ricevuto gli applausi di una piccola folla di donne, tra cui diverse deputate socialiste, che con tono scherzoso si sono rivolte al premier al grido di «Ista, ista, Zapatero feminista...», così non è stato all'interno delle Cortes, con le critiche dell'opposizione. Ciò detto, con il progetto della Ley de Igualdad si prevede un permesso di paternità di 15 giorni (un mese fra cinque anni), separato da quello della moglie, l'estensione del permesso di maternità nel caso di bambini prematuri o ospedalizzati e l'attribuzione della qualifica di rifugiate alle donne straniere che fuggano dai propri Paesi a causa della violenza sessuale e dei maltrattamenti.


Zapatero intervenendo in parlamento prima del voto ha detto che la legge - il cui scopo è «dare giustizia alle donne» - trasformerà «radicalmente» la società spagnola perché uomini e donne saranno ora «perfettamente eguali davanti alla legge». «Insieme a quella sull'assistenza alle persone dipendenti - ha dichiarato - questa legge vale tutta la legislatura». http://www.unita.it 15 marzo 2007


La gaffe di Buttiglione: senza figli non c'è famiglia


«Se non ci sono figli non c'è famiglia». Il filosofo senatore dell'Udc Rocco Buttiglione, cattolicissimo, pronuncia la frase con il suo sorrisino, mentre prende parte ai lavori della Commissione Giustizia al Senato dove inizia la discussione generale della legge sulle coppie di fatto. Sconcerto, all'inizio. Che vuoi dire «niente figli, niente famiglia»?. Cosa sono allora tutte quelle coppie che vivono insieme da anni, sposate o no, che per i più svariati motivi non hanno figli (compreso quello di non riuscire ad averne)? Buttiglione all'inizio, va dritto per la sua strada: «Di questa legge non si sente un gran bisogno in Italia, perché oltre il 96% delle coppie sono tradizionali, il 3% di quelle che convivono si sposano entro tre anni e gli altri sono separati e divorziati a cui non interessa ristabilire questo tipo di vincolo». Discorso a parte i gay. Riconoscergli i diritti riconosciuti alle famiglie sarebbe come «riconoscere loro un privilegio, perché è prevista un'azione di sostegno e riparazione da parte dello Stato solo verso la famiglia riconosciuta dalla Costituzione, perché in questa famiglia c'è qualcuno, nella maggior parte dei casi la donna, che si prende cura dei figli e che a parità di merito rispetto agli uomini è destinata a raggiungere obiettivi professionali inferiori». Cioè, «se non c'è una struttura ordinata ad accogliere i figli, sia che i figli ci siano sia che non ci siano, non si può parlare di famiglia». Poi, dopo qualche richiesta di chiarimento, il senatore fa marcia indietro: «II matrimonio è fatto per creare l'ambiente ideale per generare ed educare i figli. È ovvio poi che se i figli non arrivano la famiglia c'è lo stesso. È altrettanto vero - aggiunge però - che una convivenza che, a priori, non può avere figli, non è famiglia». l’Unità 15 marzo 2007


TITOLO II


RAPPORTI ETICO-SOCIALI


Art. 29.


La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.


Il matrimonio è ordinato sull'eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unità familiare.


L’articolo della Costituzione lo riporto integralmente, perchè di sciocchezze ne ho sentite tante in proposito e, come si può leggere, non esiste la distinzione tra uomo e donna, come i teo-dem, i neo-com e mastellonidi vari si affannano a ripetere. Tanto vuole la precisione.


Poi ci sono due esponenti politici, uno molto aperto e sicuramente appartenente al terzo millennio, mentre l’altro (italiano o italiota a scelta o entrambi) proviene direttamente dal convento del “Nome della Rosa”. Quando ho ascoltato le parole del sedicente filosofo ho sussultato e mi aspettavo anche un commento nel notiziario che, invece, sotto l’aria della normalizzazione che spira non c’è stato, perchè quando non sono gli Usa ci pensa il Vaticano a dettare la linea editoriale. E così la stupidaggine del Buttiglione è passata sotto silenzio. Analogamente non mi sembra ci siano state corrispondenze da Madrid (ma sicuramente ero distratto io) per comunicare il grande passo in avanti sulla strada della civiltà, avvenuto con l’approvazione della legge voluta da Zapatero sulla vera parità uomo-donna.


Non so se anche in Spagna le donne si siano sottomesse al rito obbligato dell’8 marzo che qui in Italia fa contenti floricoltori, ristoratori e commercianti, illudendo per una notte le donne vessate dalla mimosa, ma sicuramente è quello di Zapatero il modo migliore per riconoscere la piena dignità al sesso femminile in ogni ambito, non sull’onda di alati pensieri e vezzeggiamenti, ma nei fatti.


Non è che potremmo avere, anche solo per un mese, il leader spagnolo da noi? Da solo vale tutta la caracollante compagine governativa nostrana che ormai è il meglio del peggio, perchè sia chiaro che l’altro e i suoi compari sono da voltastomaco. W Zapatero.

9 commenti:

  1. flaviablogmarzo 17, 2007

    Le donne in Italia non hanno spazio politico reale. Vengono loro assegnati Ministeri che mimano le loro funzioni in famiglia. Null'altro. Quanto alla famiglia, nessuno la disprezza, anzi! Sono convinta che sia l'unico rifugio possibile, se funziona, ma è anche vero che esiste una quantità notevole di famiglie monogamiche ( convivenze a parte). Singles, giovani o di ritorno, ma anche innumerevoli anziani che restano soli ad un certo punto della loro, prolungata rispetto al passato, esistenza. Il rispetto dell'individuo dovrebbe essere preponderante. Come donna però non mi sento obbligata al/dal giorno della mimosa. Lo vedo come un'occasione di allegria. Che porti del guadagno a qualcuno inoltre non mi dà alcun fastidio.

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  2. Flavia, sono d'accordo con te sulla prima parte del commento. E naturalmente anche sul rispetto dell'individuo, due termini: "rispetto" e "individuo" che non sembrano particolarmente inflazionati. Trovare tracce di rispetto per idee e convinzioni diverse è pretesto per esacerbare gli animi. Quanto all'8 marzo insisto sui guadagni altrui, non perchè siano illeciti, pur toccando categorie piuttosto contigue all'evasione fiscale, quanto perchè si tratta dell'ennesima occasione, per una società votata al consumo, di banalizzare una ricorrenza storica invece assai importante per il movimento femminile.

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  3. flaviablogmarzo 17, 2007

    Se non si scade nella volgarità, ogni occasione conviviale piacevole è buona cosa, secondo me, che, tra l'altro, non sono dedita in particolar modo alla convivialità. Solitamente Comuni ed associazioni propongono percorsi culturali paralleli e, nel contempo "alternativi", che metto volutamente tra virgolette, perché son sempre le stesse cose da più di vent'anni a questa parte. Di conseguenza mi divertono più spuntino e fiori, che perlomeno portano gioia e lasciano infine il tempo che trovano senz'annoiare, come l'ennesima conferenza con la donna guerrigliera della repubblica delle banane:-). Qui si parla ancora di "quote rosa", di partecipazione protetta e tutelata !:-) Compresa l'area progressista del Paese, salvo organizzare la settimana di cinema al femminile e l'ondata ricorrente di conferenze seriose. Seriose e perfettamente inutili. Così ho preferito gnocco fritto e salumi misti. Sono ribelle alla ribellione :-)))

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  4. Grazie per l'articolo Frank.

    Quanto all'8 marzo ha il significato che ognuno gli conferisce.

    Quello di Flavia mi piace :))

    ciao

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  5. ultimiattimimarzo 18, 2007

    W Zapatero e W le donne!!

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  6. ultimiattimimarzo 18, 2007

    P.S. Domenica 22 Aprile torna sugli schermi Enzo Biagi, in prima serata, Rai Tre.... l'esilio è finito :)

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  7. Peccato che il nostro buon Prodi non somigli per niente a Zapatero!

    L'avrei voluto tanto uno Zapatero nostrano.

    Un abbraccio da Fioredicampo :-)

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  8. stefanomassamarzo 19, 2007

    beh frank affronti temi delicati sempre con grande garbo.

    lo stile zapatero a me piace olto, ha indicato un modello diverso per la spagna cosa che, in italia, non si è vista...

    un salutino stef

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  9. Che bello questo parallelo: Spagna, oltre alle quotone rosa ed equo assegnamento o pari-opportunita’ (che si traducono pero’ in un saltare dalla lista del concorso i candidati maschi, un favoreggiamento non so se giustificabile) c’e’ altro? Siamo quindi ad esultare per cose che sono/dovrebbero essere di buon senso.

    In italia parlando delle quote rosa si erano sollevate femministe e no e le pari-opportunita’ (che sono esistite –sono un’esperta!- ma non so se ci siano ancora) sono svilite da come vengono assegnati davvero i concorsi in italia. Sempre qua un padre puo’ prendersi cura del neonato fino a 6 mesi elevabili a 7; parita’ sul lavoro.. da noi sulla carta c’e’ gia’, peccato che non ci sia anche sulla busta paga.

    Una battuta per Buttiglione: se senza figli non c’e’ famiglia allora con figli c’e’? E allora le famiglie di fatto ti tocca riconoscerle!

    E una per te: ma questo 8 marzo ti si e’ proprio piantato sullo stomaco. Il tuo peggior nemico fa il fioraio? :-) Vivi tranquillo, in fondo gli uomini sono tanto contenti di regalare mimose, non e’ automatico che quindi per loro sei donna solo quel giorno li’.

    ciao

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