sabato 27 ottobre 2007

Delenda Birmania


Ieri sera la classica copertina del TgLa7 ha colpito nel segno. Scritta da Antonello Piroso con indignazione, senza cedimenti al sensazionalismo, esprime anche il senso di sconforto di fronte alle bestialità che la dittatura della Birmania sta esprimendo in grande stile dopo la rivolta dei monaci, una rivolta soffocata nel sangue. Sono più che mai convinto che siano necessarie non solo un’informazione accurata e costante su quanto accade in quel Paese, ma anche iniziative più concrete della solidarietà che dura lo spazio di una mattino, magari suggestionata dal senso di appagamento buonista.


Non a caso, nel precedente post, suggerivo l’idea che non sarebbe una cattiva idea iniziare il boicottaggio di quelle ditte italiane che trafficano con il regime dei generali, per poi estenderlo alla Cina, grande madre della Birmania. L’Olimpiade di Pechino del prossimo anno costituirà una cassa di risonanza enorme per la potenza asiatica, naturalmente in ambito sportivo nessuno si è posto il problema, ma iniziare una campagna perché i Giochi olimpici non vedano la partecipazione della compagine italiana, per esempio, risulterebbe interessante e riscuoterebbe tutto il mio plauso. Chissà se la blogosfera riuscirà in questo intento? Magari a provarci…


“Questa copertina è nera perchè listata a lutto.


Ci sono solo dolore, angoscia e rabbia davanti alle immagini durissime - sconvolgenti per quanto sono raccapriccianti - che arrivano dalla ex Birmania, e che per rispetto della dignità umana abbiamo scelto di non mostrarvi.


"Le foto della vergogna" le chiama AsiaNews, l'agenzia del Pime, il Pontificio Istituto Missioni Estere che ha deciso di diffondere su Internet le immagini di un monaco assassinato prese in segreto in un obitorio e fatte pervenire a Roma.

La fonte anonima che le ha recapitate ha lanciato anche un appello: "Il mondo sappia che c'è bisogno di molto più che una semplice condanna di questi bastardi della giunta".

Davvero, le parole vengono meno pensando ai molti altri che hanno subito lo stesso destino.

Non è un sospetto, è una certezza: centinaia di morti, oltre sei mila arrestati.


Per questo, non c'è solo la vergogna delle immagini strazianti, perchè la vergogna riguarda tutti.

La giunta militare, che diffonde in tutto il mondo le immagini del suo maldestro tentativo di "riconciliarsi" con i monaci buddisti, costringendoli ad accettare doni. Ma siccome le autorità dei monasteri hanno proibito ai loro bonzi di farlo, i militari hanno inscenato una farsa, con falsi monaci, per una falsa riconciliazione.


Vergogna per noi, che al di là di qualche sussulto di scandalo verso le violenze dei militari, abbiamo pensato che in fondo si trattava solo della soppressione di alcune manifestazioni, quando invece si tratta di un sistema che schiavizza e annienta una popolazione di quasi 50 milioni di persone.


Vergogna per l'Onu e la comunità internazionale, che non trova strumenti efficaci per garantire la democrazia a un popolo che l'ha scelta da tempo, anche perchè impoverito dal dominio e dal commercio della giunta con Cina, India e Thailandia”.


TgLa7 (26 ottobre 2007)



E da Asianews, l’agenzia del Pime citata, ho tratto questo pezzo che introduce la visione delle foto che decido di non pubblicare. Ribadisco ancora che si tratta di due foto truculente, la seconda in particolare è impressionante, talché non può che crescere il disgusto per quel regime e per chi lo appoggia. Anche il business dovrebbe per una volta, almeno, sprofondare nella vergogna.

MYANMAR

LE FOTO ORRIBILI DELLA VERGOGNA


“Carissimi, le parole vengono meno. Queste foto di un monaco assassinato sono state prese in segreto in un obitorio. Pensate quanti molti altri hanno subito lo stesso destino. Vi prego, diffondete queste fotografie a più gente possibile, perché il mondo sappia che c’è bisogno di molto più che la semplice condanna di questi bastardi [della giunta]”.


Con queste parole di dolore e d’ira, attraverso esuli birmani, ci sono giunte le due foto che abbiamo deciso di pubblicare con un avvertimento: sono foto molto crude e violente, forse non adatte a tutti i lettori.


Ma esse sono le foto della vergogna:


1) Vergogna della giunta, che proprio oggi diffonde alle telecamere di tutto il mondo il suo goffo tentativo di “riconciliarsi” con i monaci buddisti, costringendoli ad accettare doni. Ma siccome le autorità dei monasteri hanno proibito ai loro bonzi di farlo, i militari hanno inscenato una farsa, con falsi monaci, per una falsa riconciliazione. La giunta cerca di far “comprendere” alle autorità buddiste la “necessità” della repressione. Ma queste foto accusano ogni buona intenzione ed esigono domanda di perdono e un cambiamento radicale nel Paese. Secondo fonti diplomatiche, questa nuova repressione del governo militare del Myanmar – che si definisce socialista e laico, ma cerca l’appoggio dei monaci per continuare il suo dominio – è costata a vita a centinaia di persone e l’arresto di oltre 6 mila.


2) Vergogna per noi, che al di là di qualche sussulto di scandalo verso le violenze dei militari, abbiamo pensato che in fondo si tratta solo della soppressione di alcune manifestazioni, quando invece si tratta di un sistema che uccide, ammazza, schiavizza una popolazione di quasi 50 milioni di persone.


3) Vergogna per l’Onu e la comunità internazionale, che non trova strumenti efficaci per garantire la democrazia a un popolo che l’ha scelta da tempo. Il problema è che si tratta con la giunta solo con il minuetto diplomatico, mentre occorre dare voce alla società civile mondiale per affrontare quella che è un’emergenza umanitaria. Occorre che la Croce Rossa internazionale possa andare in Myanmar a visitare le prigioni; che l’Ufficio Onu del lavoro visiti gli schiavi dei lavori forzati; che le Ong possano svolgere un lavoro a favore della popolazione impoverita dal dominio e dal commercio della giunta con Cina, India e Thailandia.


ATTENZIONE: LE FOTO SONO MOLTO CRUDE E FORSE NON ADATTE A TUTTO IL PUBBLICO.


Per vedere le foto cliccare qui.

5 commenti:

  1. perlasmarritaottobre 28, 2007

    Se ti va di organizzare qualcosa a sostegno dell'idea che proponi, una iniziativa che metta in discussione la partecipazione della compagine italiana ai giochi olimpici, io ci sono.

    Non ho tantissimo tempo ma lo spenderò tutto a sostegno dell'idea.

    Anche io ho scritto sull'argomento e anche io sono inorridita, sconcertata, e furente. Furente perchè non posso far nulla e perchè chi può fa finta di non sapere.

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  2. perlasmarrita, mi piacerebbe che l'idea, almeno a livello di idea, cominciasse a diffondersi nella blogosfera, che se ne parlasse se non altro per verificare le reazioni. Sono consapevole che sia qualcosa di più grande di noi e delle modeste (per quanto mi riguarda) risorse personali, ma si potrebbe tentare proprio per creare qualche dubbio.

    Ho letto ciò che hai scritto e pure io sono stato incerto se pubblicare o meno quelle foto, alla fine ha prevalso l'opportunità e ogni dubbio è stato allontanato.

    Condivido in pieno la tua ultima affermazione e almeno l'indignazione si fa strada.

    Grazie per il passaggio e l'attenzione.

    Ciao

    P.S. Ti ho risposto in privato.

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  3. perlasmarritaottobre 29, 2007

    Io ci ho pensato.

    Forse potremmo metter su una petizione da inviare al CIO e da diffondere nella blogosfera, che ne dici?

    Solo che io nn saprei come fare. Quando torno oggi ne parlo a Masso, lui è molto bravo.

    Ciao Buona giornata :)

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  4. perlasmarrita, l'idea della diffusione nella blogosfera è accattivante e suggestiva: a qualcosa del genere pensavo. Dunque ci siamo capiti.

    Purtroppo neppure io saprei come procedere tecnicamente e di certo fratel Masso è persona assai indicata.

    Ciao e buona serata :-)

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  5. Ho linkato il vostro articolo in un post sulla Birmania. Spezziamo la cortina del silenzio! Writer. http://blog.libero.it/AltreLatitudini/3515484.html

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