domenica 20 gennaio 2008

Della perduta moralità


Cosa sta succedendo in Italia?” mi chiede al telefono un'amica stupefatta, allarmata e indignata. “Calma e gesso” mi verrebbe da rispondere e invece, devo ammettere, che questo Paese sottosopra sta offrendo uno dei suoi passaggi peggiori. L'amica, residente italiana, vorrebbe capire e lo vorrei tanto pure io. Una pretesa esagerata?

A Napoli e nell'hinterland a dominare sono i rifiuti che sommergono ogni parvenza di vivere civile, umiliano gran parte della popolazione fatta di gente perbene ed esaltano la criminalità organizzata eletta a Sistema. Eppure tutto ciò non è sufficiente al governatore della Campania per riconoscere che sarebbe doveroso farsi da parte. Lui e la classe dirigente. Neppure il rinvio a giudizio rende impellente questa esigenza di elementare democrazia. Ma d'altra parte ha ragione, in un'ottica distorta, Antonio Bassolino. Se non ha subito ancora alcuna condanna, perché dovrebbe dimettersi? Non rimane forse al suo posto il presidente della Regione Sicilia Cuffaro, fresco di condanna, in primo grado, a cinque anni per favoreggiamento, il quale anzi festeggia e ringrazia i fedeli che hanno pregato per lui?

Non se ne va neppure il grande e indefesso collezionista di rinvii a giudizio, che è il tesserato P2 n°1816, il quale ha aggiunto, come le uova fresco di giornata, quello richiesto dai pm di Napoli, come imputato per le attricette raccomandate a Saccà.

In questo paese all'incontrario accade che il ministro della Giustizia si scagli contro la magistratura in un violentissimo discorso al Parlamento, dove riceve il plauso quasi unanime dei compari della “casta” e poi si presenti, come se niente fosse, a Piazza S. Pietro, nella giornata della “divina commedia” come titolava “il manifesto” stamattina. Una giornata riparatrice a causa di quei quei cattivoni che hanno impedito al papa di parlare all'inaugurazione dell'anno accademico nella più importante Università italiana. Laddove si censura la censura a Benedetto XVI, si rivendicano libertà di espressione che il Vaticano ha sempre potuto, esageratamente, esercitare con continue intromissioni negli affari interni (e nelle coscienze) di uno Stato estero.

Mirabile una scheggia di “Blob”, qualche sera fa che mostrava la solita espressione “illuminata” di Buttiglione mentre scherniva gli altri interlocutori, forte di possedere la Verità rivelata e degno incarnatore della tolleranza (si fa per dire). Accanto un alto porporato, monsignor Fisichella, con vistoso crocifisso d'oro al collo apostrofato, giustamente, da Pannella: “Siete dei potenti, prepotenti e anche impotenti”.

In questa Italia, ormai diventata un gigantesco immondezzaio morale, lo sfascio generale è confermato dall'ininterrotta litania di morti sul lavoro, autentici omicidi come a Torino e a Porto Marghera, inutili vite sacrificate, per salari vergognosamente bassi, in nome del profitto che prevale su ogni altra valutazione.

Quanto di cristiano ci sia in tutto questo potrebbero spiegarlo prelati con monile al collo, volgarmente esibizionisti. E, perché no, anche Benedetto XVI (che ha tratto un enorme beneficio dal “gran rifiuto”) e tutti quegli “atei devoti”.

E' tanto conculcata la libertà di espressione dei cattolici che ogni domenica, nelle edizioni principali dei Tg, non manca mai il servizio sull'”Angelus” del papa, cioè sulla preghiera che un sovrano di uno Stato estero recita pubblicamente. Oggi, il Tg1 delle 13,30 per non farsi mancare nulla ha dedicato un'ampia apertura all'evento mediatico. Questa chiamata (metaforica) alle “armi”. Notevole un passaggio che sottolineava come fosse presente Casini con tutta la famiglia, vale a dire una persona che ha convissuto more uxorio con la figlia di uno degli imprenditori più celebrati d'Italia. Fulgido esempio di cattolicesimo anche tutti i baciapile improvvisati che hanno affollato il teatrino e afferrato il microfono, graziosamente offerto.

Ecco quello che succede in Italia, nell'anno di grazia 2008, quello che celebrerà tra alcuni mesi a Pechino l'imponente liturgia dei Giochi Olimpici con assenso quasi unanime, perché si sa che la Cina rappresenta un'opportunità, gli affari una priorità, i diritti umani e le esecuzioni capitali (non fu detto: “quinto non ammazzare?”) un'inutile seccatura. Si prega perciò di non disturbare, please.

3 commenti:

  1. punto.

    peccato non si sappia andare a capo..

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  2. "era meglio morire da piccoli, con i peli del culo a batuffoli"....



    (al posto di Mameli, ci puo' stare?)

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  3. antoniobrunogennaio 27, 2008

    Caro amica,

    sei sconvolta, terrorizzata, confusa. Ma guarda che non c'è nulla di irreparabile. Morto un Papa se ne fa un altro! L'italiano ha risorse inesauribili. Tranquillizzati e stai a guardare anche perché se non si torna alle urne il nostro potere decisionale è paragonabile all'impotenza assoluta.

    Rasserenati che tanto alla fine si fa sempre ciò che è meglio, si mette a frutto ciò che abbiamo e si realizza ciò che nemmeno minimamente speravamo.

    Non ti viene da ridere quando leggi i commenti che attribuiscono strategie e progetti a persone che stanno li perché non sanno nemmeno loro come ci sono arrivati e fanno del loro meglio, come facciamo io e te nella nostra vita.

    Speranza! Coraggio!

    antonio

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