venerdì 6 gennaio 2006

Lingue biforcute


Gli indiani di texana memoria erano soliti definire l’uomo bianco poco affidabile una “lingua biforcuta”, perciò non appare incongruo se anche George Dabiu Bush merita il medesimo appellativo. Come potrebbe definirsi, infatti, chi intende la difesa della libertà come l’imposizione dei suoi interessi in Medio Oriente e patriottismo la violazione dei diritti umani?


Il periodico statunitense “The Nation”, rivista della sinistra storica, ha pubblicato di recente un “dizionario dei repubblicanismi” che spiega cosa intendono veramente dire Bush e i suoi compari quando adoperano frasi ridondanti, adoperate come slogan, che fanno a pezzi la verità dei fatti.


Come quando è stata varata una legge che affonda la scuola pubblica per dare più soldi a quella privata,  definita «No child left behind», nessun bambino deve essere lasciato indietro. Oppure il piano per rischiare in Borsa i fondi delle pensioni chiamato: salvataggio della previdenza sociale. Mentre cercare a tentoni una via di scampo per uscire dal disastro iracheno si traduce elegantemente: strategia per la vittoria.


La raccolta di queste espressioni è stata curata da Katrina Vanden Heuvel, direttrice della rivista.
«Per vincere la battaglia delle idee - spiega la giornalista - dobbiamo decifrare il linguaggio politico della destra, un vero codice criptico che distorce espressioni di uso comune per ingannare il pubblico sugli obiettivi del partito repubblicano. La chiave di questa strategia linguistica è l’impiego di parole che suonano moderate, ma assumono un significato completamente diverso da quello originale. Le tattiche variano dall’uso infantile di antonimi (sporco vuol dire pulito) a quello pseudo accademico di prefissi (il favorito è «neo», come in neoconservatori) fino al riciclaggio pernicioso di etichette tradizionali (liberal, progressista, usato come insulto)». Fenomenale questa donna, deve senza dubbio conoscere bene anche B.1816.


Per sei mesi «The Nation» ha registrato i suggerimenti dei lettori, ha ricevuto risposte da 44 Stati americani, dalla Gran Bretagna e dal Canada. Altri siti internet hanno rilanciato l’idea. Il risultato è una serie di definizioni sarcastiche, sferzanti, che riflettono gli umori di una nazione sempre meno propensa a lasciarsi abbindolare. Sembra che anche gli americani abbiano problemi analoghi ai nostri, Grande Smentitore compreso.


Ecco altri esempi. Cambiamento di clima: il giorno benedetto in cui gli Stati che votano a sinistra saranno inghiottiti dall’oceano. Crescita: 1) giustificazione per tagliare le tasse ai ricchi; 2) Quello che accade al debito pubblico quando i repubblicani tagliano le tasse ai ricchi. Democrazia: un prodotto americano esportato in tale abbondanza da esaurire le scorte interne. Dio: il più alto in grado tra i consiglieri del presidente Bush. Effeminato: un dirigente che non dà pizzicotti alle segretarie. Fede: la convinzione ostinata che Dio approvi i valori morali dei repubblicani, nonostante ogni prova contraria. Fonti alternative di energia: nuove località da trivellare per cercare petrolio. Franchezza: bugie dette in semplici frasi assertive. Per esempio: «La libertà avanza». Guerra di classe: ogni tentativo di aumentare il salario minimo. Libero mercato: contratti assegnati senza competizione alla Halliburton a spese dei contribuenti. Movimento per la vita: la difesa della vita umana fino al momento della nascita. Neoconservatore: secchione con un complesso napoleonico. PatriotAct: 1) Attacco preventivo per la difesa della libertà americana 2) L’eliminazione di una delle ragioni per cui i terroristi ci odiano: la libertà americana. Pigrizia: quando i poveri non lavorano (vedi «tempo libero») Senato: club esclusivo, con una quota di ammissione da dieci a trenta milioni di dollari. Società dei proprietari: una civiltà in cui l’uno per cento della popolazione controlla il 90 per cento delle risorse. Tempo libero: quando i ricchi non lavorano. Undici settembre: tragedia usata per giustificare tutti gli atti del governo, ma specialmente quelli che con essa non hanno nulla a che fare.


Un bel campionario, non c’è che dire e poi basta effettuare alcune semplici sostituzioni e tutto suona ancora più... italiano. Per questo Bush e B.1816 si comprendono al volo: parlano la stessa lingua. Biforcuta, ovviamente.  

9 commenti:

  1. Che bello leggere questo post. Allora la luce c'è, qui e negli usa :))))

    buona serata :)))

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  2. ASTIME, grazie!!! La luce c'è, magari attenzione alla bolletta, ma anche se dovesse svenarci, sappiamo che la libertà non ha prezzo.

    Buona giornata :-))))))))

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  3. Desolante e deprimente. La lingua biforcuta è nulla al confronto. Solo immagino, anzi sono quasi certa che la realtà sia di gran lunga peggiore di così. Un post da salvare e conservare. Ciao, amico carissimo! Un abbraccio. harmonia

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  4. HARMONIA, molte grazie. I tuoi apprezzamenti sono altrettante stelle al merito.

    Sì, temo che sia come pensi tu ad una realtà peggiore.

    Un caro e forte abbraccio, amica mia.

    Ciao

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  5. L'unica consolazione, Fratello, che questo tra tre anni ce lo caviamo via;

    Balir ha i giorni contati anche lui, dato il crescente appoggio ai Tories da parte dei delusi del Balirismo;

    ho paura che Isso, invece...

    Sai come la penso, le elezioni del maggio 2001 ci videro strappare proprio agli americani il titolo di popolo più stupido del pianeta...

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  6. FRATELLO, speriamo di perdere quello sciagurato primato, anche se mi pare che il groviglio politica-affari, moralità e amoralità faccia proprio il gioco di Isso - come lo definisci tu - e i suoi compari.

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  7. Mi consolo pensando che se siamo il popolo piu' stupido del pianeta, almeno le persone come te abbassano la percentuale.

    E' davvero bello leggere i tuoi post.

    Paola

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  8. Silenzioindiogennaio 08, 2006

    Frank, ti coinvolgo in un simpatico gioco...se puoi passa dal mio blog.

    Grazie

    a presto

    Sil

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  9. PAOLA, uno smack, seppure tardivo va bene? E' un piacere per me avere interlocutrici così attente e dotate di buon gusto intellettuale.

    Un caro saluto



    SIL, pure io coinvolgerò presto tutti in qualcosa di più che un gioco.

    Ho dato una rapida occhiata da te. Tornerò e, nel frattempo, ci penserò sopra. Non è così facile come può sembrare.

    A presto.

    Un caro saluto

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