martedì 7 agosto 2007

Ieri e oggi



La data è quella del 22 febbraio 1985 su un vecchio ritaglio di giornale che mi ritrovo tra le mani in maniera sorprendente. Inutile che mi chieda come e per quale motivo l’abbia conservato in mezzo ad un libro, non soltanto a causa del tempo trascorso, ma anche perché non mi pare ci sia nulla di significativo. Destinazione cestino assicurata, sebbene con ritardo, quando colpisce la mia attenzione il palinsesto delle trasmissioni Rai di quel giorno. E così la curiosità si accende di colpo. Non è infatti usuale trovare i programmi tv del passato, il normale consumatore usa e poi getta. Personalmente lo faccio di venerdì in venerdì con le pagine strappate dall’omonimo supplemento de “la Repubblica”. Ecco perciò che scatta un “cosa vedevamo” alla metà degli anni ’80, nel pieno della stagione Auditel.


La prima osservazione riguarda la sobrietà, sì perché i programmi - ancora lontani dalla bulimia attuale - iniziavano alle 10,00 su Rai Uno e Due e alle 11,45 su Rai Tre con le pagine dimostrative di Televideo. Fa quasi tenerezza.


Rai Uno aveva da poco “inventato” la fascia di mezzogiorno, incarnata in Raffaella Carrà e nel suo “Pronto…Raffaella?” con il numero dei fagioli nel contenitore da indovinare (rivisto un frammento nel “Blob” di pochi giorni fa). Dopo il tg istituzionale e l’ultima telefonata, andava in onda “Antologia di Quark” curata da Piero Angela e, a seguire, “Primissima”, attualità culturali del Tg 1 a cura di Gianni Raviele. Nomi di spicco, dunque e la sfilata di assi proseguiva alle 18,50: “Italia Sera”, fatti, persone e personaggi con Enrica Bonaccorti e Piero Badaloni. Alle 19,35, altra lacrimuccia per “Almanacco del giorno dopo”. Il pezzo forte della serata arrivava tardi, ma valeva la pena aspettare. Ore 23,00: “Linea diretta”, trenta minuti dentro la cronaca con Enzo Biagi. A chiudere (23,55) un programma del DSE (Dipartimento Scuola Educazione).


Anche le proposte di Rai Due non erano male. Alle 11,55 “Che fai, mangi?”, conduce Enza Sampò (un altro nume tutelare della tv garbata di un tempo che fu). Alle 13,25 un’appendice del notiziario che intenerisce: “Tg 2-Chip, appuntamento  con l’informatica”, un termine completamente astruso per quei tempi, un tentativo di alfabetizzazione del servizio pubblico. Cinque minuti appena e qui il cuore subisce un altro contraccolpo: “Capitol”, una delle prime serie televisive della Rai, giunta quel giorno alla puntata n°210. E di “Capitol” non perdetti una puntata, maledicendo gli ideatori che decisero ad un certo punto, era il giugno 1988, di far morire, con la fucilazione, la bellissima giornalista Sloan Denning, interpretata dall’incantevole Deborah Mullowney e chiudere così, dopo 584 episodi, la fortunata serie tv, capace di rivaleggiare con Dallas e Dynasty in popolarità. Dopo questo fagotto di emozioni rientriamo nel palinsesto pomeridiano. Alle 17,40 “Incontriamoci sul due”, condotto da Rita Dalla Chiesa. E, prima del tg delle 19,45, un’altra serie “cult” come “Cuore e batticuore”. La serata di Rai Due era a dir poco scoppiettante. Alle 20,30: “A boccaperta”, un programma di Gianfranco Funari, alle 21,50: “Hill Street giorno e notte”, secondo me la miglior serie poliziesca mai trasmessa in tv, un autentico mito. Alle 22,50, dopo il tiggì di mezza sera (altro termine di là da venire), “Viaggio tra i nostri figli” un programma di Nelo Risi. La quarta ed ultima puntata si occupava della famiglia e della coppia. La giornata si concludeva alle 24,00 con un avvenimento sportivo, in Eurovisione: Norvegia-Italia  valido per i campionati del mondo di pallamano.


Rai Tre disponeva di ambizioni più modeste, in linea con la sua penetrazione sul territorio. Lunghissima dimostrazione di Televideo (3 ore), due proposte del DSE, poi alle 17,15 “Galleria di Dadaumpa” proponeva Paolo Villaggio e il suo straordinario Giandomenico Fracchia. A seguire “L’’orecchiocchio”, un altro pezzo di tv "cult". La prima informazione della rete arrivava alle 19,00. Dieci minuti di tg nazionale e poi spazio alle cronache regionali che si prolungavano fino alle 20,00. Ancora una razione di DSE: “Il continente guida”, panorama dell’’Europa del XX secolo, con il commento di Peter Ustinov. Alle 20,30 la serata finale del concorso “Nati per la danza”, regista Eros Macchi. Quindi alle 22,45 “Stasera teatro: Fermata Etna” con Bruno Ganz. Si andava a nanna dopo il documentario “Cento città d’Italia: Reggio Emilia”.


Il confronto con la programmazione odierna, quella proposta quando la stagione è televisivamente calda, lo evito. Sarebbe come sparare sulla Croce Rossa. Magari ne riparleremo il 22 febbraio 2008.


Dopo questo bagno di nostalgia chiudo il blog per alcuni giorni. Saluto, ringrazio coloro che hanno la pazienza di seguirmi e mi scuso con gli stessi per la poca attenzione nei loro confronti. Non lo si fa certo per cattiveria. Poi spengo la luce. Clic. Buone vacanze!


 


4 commenti:

  1. Riflessioniagosto 07, 2007

    cazzo, anch'io ero innamorato perso di Sloane Denning...

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  2. Riflessioni, impossibile non esserne innamorato. Quanti cuori ha infranto Sloane Denning (e poi competere con il deputato era assolutamente impossibile).

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  3. O.T per il post sotto.



    Tu sai che ti capisco, e perchè. Un abbraccio. Ce la faremo tutti.

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  4. Dovesei, il bello della blogosfera è la creazione progressiva di micro comunità che s'intendono subito e condividono emozioni, passioni, apprensioni e tristezze. Per questo motivo basta anche una sola frase per capirsi. Uno specifico segnale di riconoscimento. E anche di mutuo incoraggiamento.

    Un abbraccio

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