giovedì 16 giugno 2005

Razzismi diversi

Non avrebbero potuto essere più differenti di così Claudio e F. Il primo, 23 anni, abitava a Besano, in provincia di Varese, a pochi passi dal confine con la Svizzera. Profondo Nord. Faceva il barista. Il secondo, 17 anni, risiedeva a Taurisano, in provincia di Lecce. Nel Salento. Profondo Sud.

A unirli solo una cosa: sono stati entrambi assassinati. Claudio dalla lama di un coltello che lo ha colpito varie volte al torace. F., da colpi d’arma da fuoco esplosi a più riprese.

Il giovane lombardo era intervenuto per sedare una rissa, che si era scatenata all’interno del locale in cui lavorava, tra due albanesi (17 e 21 anni) e un gruppo di ragazzi italiani del luogo. Provocazioni, qualche parola di troppo. Si sa come iniziano queste cose, si dovrebbe anche immaginare come potrebbero finire. Male, molto male stavolta. E l’occasione tragica ha offerto il pretesto per scatenare la rabbia della popolazione nei confronti degli immigrati, di colpo divenuti tutti irregolari e rissosi. Quando gli umori prendono il sopravvento sulla ragione, dispongono poi di ampio spazio per degenerazioni di ogni tipo, con la giustizia self service, mentre la presunta idea di vendetta travolge il buon senso. Grazie all’aiuto di irresponsabili, i qauli gettano benzina sul fuoco di un conflitto che rischia di estendersi.

Anche in Puglia un ragazzo è stato ucciso al termine di una lite tra coetanei, dove la rozza ignoranza, massicce iniezioni di bullismo, velleità di predominio tra gruppi rivali muovono le attenzioni e gli interessi. La vendetta poi, per il presunto onore deturpato, il timore di perdere la faccia e l’autorevolezza. Si fa presto, anche da quelle parti, anche tra italiani, a ritrovarsi con un’arma tra le mani, mentre la vita è un optional tra i pochi che sono offerti.

Giovanissimi anche qui i protagonisti, 18 anni l’assassino, con precedenti per reati contro il patrimonio, danneggiamenti e ingiurie. Il padre fu assassinato tredici anni fa per vicende legate alla droga. Nessuna tra le vittime (gravemente ferito anche il 14enne fratello della vittima e scampato all’agguato il maggiore dei tre fratelli solo perché la pistola si era scaricata) aveva precedenti penali, sono soltanto descritti come i tipici bulletti di paese.

Vite in sospeso, appese al filo sottile della predestinazione, imprigionate in un destino che nulla di positivo sembra promettere. Vite blindate nel disadorno panorama dei valori che li circonda. La tragedia di un Sud sempre più dimenticato  e in affanno che brucia in questo modo fresche risorse. Il conflitto immanente dell’immigrazione, dei contrasti razzisti, talora reali, talora presunti e preparati ad arte.

A Besano abitano extracomunitari inseriti che hanno un lavoro e altri irregolari, catapultati in Italia dall’effimero e virtuale luccichio dell’immaginario paese dei balocchi. Fare tutto un mucchio della proverbiale erba, si rivela sempre più una squallida operazione demagogica e fasulla. Anche per il delitto di Novi Ligure si puntò subito l’indice contro gli immigrati, mentre le “serpi” erano state allevate in seno.

E, come se non bastasse, occorre pure fare i conti con un’informazione che vellica i peggiori istinti delle persone. All’omicidio di Claudio quotidiani e tv, non tutti solo alcune, hanno dedicato le aperture e paginate varie. Su F., morto ammazzato nel Salento, gli inviati non sono stati sguinzagliati. Troppo banale, in fondo. Non fa notizia. Mentre sembra che l’albanese tiri ancora, specie se in negativo.

Chissà se avrebbero qualcosa da dire i pasdaran dell’embrione?

 

P.S. Ieri sera si è disputata tra Parma e Bologna la gara di andata dello spareggio per evitare la retrocessione. Ha vinto il Bologna per 1 a zero, ponendo una buona ipoteca sulla permanenza nella massima divisione. Merito dell’autore del gol, il centravanti Tare. Albanese.

P.S. 2 L’autorevole quotidiano “la Repubblica” (13 giugno) ha dedicato all’omicidio del barista due pezzi scritti dai due inviati a Besano. Il primo, relativo alla cronaca dei fatti, il secondo dedicato alle reazioni. Accanto, relegato in una colonnina, si dà conto di un altro omicidio, avvenuto in provincia di Enna, dove un operaio edile del luogo, italiano, ha ucciso con una coltellata alla gola, accanendosi poi sul corpo, l’ex fidanzato della figlia. Albanese. Un delitto d’onore. Vite di serie A e vite di serie B, evidentemente.

10 commenti:

  1. Buongiorno Frank.....hai cambiato look?!

    così sembra proprio una testata giornalistica!

    per quanto riguarda quello che ha scritto oggi...ogni commento sarebbe superfluo.....unico commento possibile:

    tendiamo sempre più a suddividere le persone in categorie...o forse sarebbe meglio dire:in caste?

    Buona giornata

    Maria

    RispondiElimina
  2. MARIA, sì ho deciso per un primo cambiamento esteriore, perché i contenuti resteranno inalterati. Però hai ragione: sembra una testata giornalistica, perché conosco i miei limiti.

    Le persone si vogliono suddividere in categorie, perché più rassicurante e, soprattutto, permette di compilare facilmente le liste d'intolleranza. Poi, così procedendo, si arriverà a praticare una sorta di eugenetica. Resteranno in pochi, fino ad estinguersi.

    Buona giornata

    RispondiElimina
  3. MARIA, sì ne ho preso atto. Integrerò. :-)))))))))

    RispondiElimina
  4. Un antropologo farebbe considerazioni simili d un criminilogo dinnanzi ai due eventi drammatici. Ma noi non siamo "auterevoli" addetti ai lavori, Frank e ci limitiamo alla riflessione: purtroppo ci sono persone di serie A e persone di serie B , e bisogna prenderne atto con coraggio, anche notizie così. Ciao

    RispondiElimina
  5. ( chiedo venia per le dimensioni titaniche..:-((...)

    RispondiElimina
  6. buon fine settimana

    un sorriso

    Maria

    RispondiElimina
  7. quellachenonseigiugno 18, 2005

    e aggiungi anche l'albanese che ha fatto arrestare un ladro tutto italiano nell'agenzia di pratiche auto...a proposito di serie e di categorie, spesso mi sento nei gironi di promozione...

    m.

    RispondiElimina
  8. La domanda che mi frulla da tempo in testa: gli italiani sono razzisti?

    e quanto? oppure le nostre peggiori inclinazioni vengono suscitate ad arte da imbonitori e piazzisti della politica?

    Sicuro che l'incertezza per il futuro esasperi un clima in cui si imputa a un nemico alieno i propri problemi.

    siamo ancora alla colonna infame di manzoniana memoria.

    RispondiElimina
  9. MARZIA, certo se mandavi un francobollo... Non importa per lo spazio occupato dalla foto che, in verità, è inquietante.

    Pur prendendo atto della tua risposta, mi permetto di non essere completamente d’accordo. La distinzione tra persone di serie A e di serie B, proprio perché riferita a persone, non mi è mai piaciuta. Pur corrispondendo alla realtà la trovo inaccettabile e il fatalismo di fronte a questo non è buona cosa. Credo che debba, invece, persistere la nostra capacità di indignarci quando le strumentalizzazioni sono così manifeste. E, dunque, rimarcarlo.

    Buon inizio di settimana



    FEAU, i delitti non hanno etnie e perciò io mi concentrerei sul crimine, su come prevenirlo e contrastarlo, piuttosto che sull’autore dello stesso. D’altra parte, un’impostazione contraria offre il fianco a svariate contraddizioni che si ritorcono contro l’intelligenza intellettuale di cui è dotato ciascuno di noi.

    Buona settimana



    MARIA, leggo tutto, anche se non posso ricambiare in tempo reale. Il tuo consueto augurio di fine settimana è ormai diventato una bella abitudine. Grazie anche per questo.

    Un sorriso e buona giornata.



    QUELLACHENONSEI, benvenuta. Aggiungo volentieri, seppure virtualmente, al post l’episodio di Abbiategrasso che non fa altro che ribadire come l’equivalenza immigrazione-criminalità, risulti ingannevole e che i buoni e i cattivi non si differenziano per la provenienza, ma per l’agire. Va da sè che maggiore è l’emarginazione e più alte sono le probabilità di delinquere, ma questo vale sia per gli sbandati indigeni che per quelli importati.

    Certo che come popolo dobbiamo crescere molto rispetto a questa situazione. E, con noi, anche gli organi di informazione, segnatamente quelli televisivi, perché i quotidiani (per tacere dei libri) sono letti da una minoranza di persone, mentre la maggioranza dispone di un unico canale informativo e questo agevola l’intolleranza e l’ignoranza.



    ALDERABAN, come sempre stimolante mi offri lo spunto per un post aggiuntivo, soprattutto per quella domanda che ti frulla nella testa.

    Mi vengono in mente, al proposito, due libri dati alle stampe mi sembra nello stesso periodo, diversi anni fa, di Giorgio Bocca e Rosellina Balbi. Ci tornerò sopra. Di sicuro, invece, in questo fine settimana al mare, ho ascoltato discorsi da brivido per la loro stupidità, perché erano le viscere a parlare. E pensare che non si trattava neppure di accenni agli episodi che ho riferito, ma addirittura di paletti da mettere tra provincia e provincia, tra zone troppo a sud rispetto ad altre più rispettabili verso il nord. Collocazioni, tra l’altro, molto relative, visto che per gli austriaci o i tedeschi è profondo Sud quello che generalmente gli italiani individuano come profondo Nord.



    RispondiElimina