domenica 18 ottobre 2009

Presenza eversiva - integrazione






Due sentenze quattro bugie





SIGNORNÒ 


MARCO TRAVAGLIO


 


La doppia sberla subìta da Berlusconi sui lodi Mondadori e Alfano ha partorito una serie di balle spaziali che, grazie al silenzio del Pd e all'avallo della stampa 'indipendente', sono subito diventate Vangelo.

1. Non è vero che - come strillano i berluscones e ripete Pappagalli della Loggia sul 'Corriere della Sera' - "innovando la sua stessa giurisprudenza… la Consulta ha stabilito che una legge ordinaria non basta, ci vuole una legge costituzionale" per immunizzare le alte cariche. Già nella sentenza del 13.1.2004 che bocciò il lodo Schifani, la Corte scrisse: "Alle origini dello Stato di diritto sta il principio della parità di trattamento rispetto alla giurisdizione... regolato da precetti costituzionali". Poi, per respingere il lodo, ritenne sufficienti quattro profili di incostituzionalità nel merito; quanto al fatto - pure contestato dal Tribunale di Milano - che la schifanata era solo una legge ordinaria, tagliò corto: "Resta assorbito ogni altro profilo di illegittimità costituzionale". Dunque, non disse mai che, per derogare al principio di eguaglianza, basta una legge ordinaria.

2. Non è vero - come scrive Angelo Panebianco sul 'Corriere' - che "nel '94 la caduta del governo Berlusconi fu propiziata dalla garanzia offerta ai congiurati che non ci sarebbero state immediate elezioni anticipate. Ma al Quirinale oggi siede un vero custode della Costituzione come Napolitano". Il primo governo Berlusconi cadde perché la Lega gli tolse la fiducia in dissenso sulla riforma delle pensioni. Scalfaro, con buona pace dello smemorato editorialista, fece quel che gli imponeva la Costituzione: verificò l'esistenza di un'altra maggioranza e la trovò intorno al governo Dini, scelto dallo stesso Berlusconi, che poi gli negò la fiducia. Nessuna congiura, nessun 'ribaltone'.

3. Non è vero che Berlusconi rappresenta il 68 o il 72 per cento degli italiani né che - come strombazza Panebianco - "gode di consensi più forti, secondo i sondaggi,… di qualunque governo del recente passato al secondo anno". Le Europee di giugno parlano chiaro: il Pdl ha raccolto 10.807.794 voti, cioè il 35,26% del 60,81% dei voti validi, cioè il 21,47% degli aventi diritto. E la Lega il 6,21%. L'opposizione parlamentare si divide il 24,75%, quella non approdata in Parlamento oltre il 10, mentre il totale di astensioni, bianche e nulle tocca il 37,17. Traduzione: il centro-destra rappresenta meno del 28 per cento degli elettori, il Pdl un italiano maggiorenne su 5. Berlusconi ha raccolto la miseria di 2,7 milioni di preferenze: il 5,7 per cento degli elettori, poco più di uno su 20.

4. Non è vero che Berlusconi è stato "eletto dal popolo". L'Italia è una Repubblica parlamentare: il popolo elegge il Parlamento che esprime una maggioranza in cui il capo dello Stato pesca il presidente del Consiglio. Se il Cavaliere, troppo occupato con i giudici o le escort, non ha tempo per governare, può passare la mano a un collega di partito. Come fanno in tutte le democrazie i politici indagati (imputati non ne risultano).


(22 ottobre 2009)


 


 









Le 7 domande che hanno inchiodato Berlusconi


di Marco Travaglio e Elio Veltri


 


Signor Berlusconi, potrebbe rispondere pubblicamente a queste domande?


 


Premessa:  la Banca Rasini di Milano, di proprietà negli anni Settanta di Carlo Rasini, è stata indicata da Sindona e in molti documenti ufficiali di magistrati che hanno indagato sulla mafia, come la principale banca utilizzata dalla mafia per il riciclo del denaro sporco nel Nord-Italia. Di questa Banca sono stati clienti Pippo Calò, Totò Riina e Bernardo Provenzano, negli anni in cui formavano la cupola della mafia. In quegli stessi anni il Sig. Luigi Berlusconi lavorava presso la Banca, prima come impiegato, poi come Procuratore con diritto di firma e infine come Direttore.


 


1) Nel 1970, il procuratore della banca Luigi Berlusconi ratifica un’operazione molto particolare: la banca Rasini acquisisce una quota della Brittener Anstalt, una società di Nassau legata alla Cisalpina Overseas Nassau Bank, nel cui consiglio d’amministrazione figurano Roberto Calvi, Licio Gelli, Michele Sindona e monsignor Paul Marcinkus. Questo Luigi Berlusconi, procuratore con diritto di firma della banca Rasini, era suo padre?


2) Sempre intorno agli anni Settanta il Sig. Silvio Berlusconi ha registrato presso la banca Rasini ventitré holding come “negozi di parrucchiere ed estetista”, è lei questo Signor Silvio Berlusconi?


3) Lei ha registrato presso la banca Rasini, ventitré “Holding Italiane” che hanno detenuto per molto tempo il capitale della Fininvest, e altre 15 Holding, incaricate di operazioni su mercati esteri. Le ventitré holding di parrucchiere, che non furono trovate a una prima indagine della guardia di finanza, e le ventitré Holding italiane, sono la stessa cosa?


4) Nel 1979 il finanziere Massimo Maria Berruti che dirigeva e poi archiviò l’indagine della Guardia di Finanza sulle ventitré holding della Banca Rasini, si dimise dalla Guardia di Finanza. Questo signor Massimo Maria Berruti è lo stesso che fu assunto dalla Fininvest subito dopo le dimissioni dalla Guardia di Finanza, fu poi condannato per corruzione, eletto in seguito parlamentare nelle file di Forza Italia, e incaricato dei rapporti delle quattro società Fininvest con l’avvocato londinese David Mills, appena condannato in Italia su segnalazione della magistratura inglese?


5) Nel 1973 il tutore dell’allora minorenne ereditiera Anna Maria Casati Stampa si occupò della vendita al Sig. Silvio Berlusconi della tenuta della famiglia Casati ad Arcore. La tenuta dei Casati consisteva in una tenuta di un milione di metri quadrati, un edificio settecentesco con annesso parco, villa San Martino, di circa 3.500 metri quadri, 147 stanze,una pinacoteca con opere del Quattrocento e Cinquecento, una biblioteca con circa 3000 volumi antichi, un parco immenso, scuderie e piscine. Un valore inestimabile che fu venduto per la cifra di circa 500 milioni di lire  (250.000 euro) in titoli azionari di società all’epoca non quotate in borsa, che furono da lei riacquistati pochi anni dopo per circa 250 milioni (125.000 euro). Il tutore della Casati Stampa era un avvocato di nome Cesare Previti. Questo avvocato è lo stesso che poi è diventato suo avvocato della Fininvest, senatore di Forza Italia, Ministro della Difesa, condannato per corruzione ai giudici, interdetto dai diritti civili e dai pubblici uffici, e che lei continua a frequentare?


6) A Milano, in via Sant’Orsola 3, nacque nel 1978 una società denominata Par.Ma.Fid. La Par.Ma.Fid. è la medesima società fiduciaria che ha gestito tutti i beni di Antonio Virgilio, finanziere di Cosa Nostra e riciclatore di capitali per conto dei clan di Giuseppe e Alfredo Bono, Salvatore Enea, Gaetano Fidanzati, Gaetano Carollo, Carmelo Gaeta e altri boss – di area corleonese e non – operanti a Milano nel traffico di stupefacenti a livello mondiale e nei sequestri di persona. Signor Berlusconi, importanti quote di diverse delle suddette ventitré Holding verranno da lei intestate proprio alla Par.Ma.Fid. Per conto di chi la Par.Ma.Fid. ha gestito questa grande fetta del Gruppo Fininvest e perché lei decise di affidare proprio a questa società una parte così notevole dei suoi beni?


7) Signor Berlusconi da dove sono venuti gli immensi capitali che hanno dato inizio, all’età di ventisette anni, alla sua scalata al mondo finanziario italiano? Vede, Signor Berlusconi, tutti gli eventuali reati cui si riferiscono le domande di cui sopra sono oramai prescritti. Ma il problema è che i favori ricevuti dalla mafia non cadono mai in prescrizione, i cittadini italiani, europei, i primi ministri dei paesi con cui lei vuole incontrarsi, hanno il diritto di sapere se lei sia ricattabile o se sia una persona libera.


 


P.S. Dato che lei è già stato condannato in via definitiva per dichiarazioni false rese ad un giudice in un tribunale, dovrebbe farci la cortesia di fornire anche le prove di quello che dice, le sole risposte non essendo ovviamente sufficienti.


 


NOTA – Le sette domande sono state pubblicate ne “L’odore dei soldi” di Elio Veltri e Marco Travaglio (Editori Riuniti) 2001. Quindi note a tutti i parlamentari del Partito delle Libertà, della Lega e all’opposizione. Berlusconi ha intentato due cause agli autori del libro: la prima, per diffamazione, si è conclusa nel 2005 con l’assoluzione dei due autori e la condanna a Berlusconi: 100.000 euro di spese. La seconda –  richiesta di risarcimento per diffamazione a mezzo stampa – è stata respinta dal Tribunale di Roma con l’obbligo del pagamento di 15.000 euro da parte del querelante. Carlo Costelli, dipartimento di Fisica & e INFN Università Sapienza, Roma, informa che questo testo in italiano, francese, inglese, spagnolo, tedesco è a disposizione su http://sites.google.com/site/carlocosmelliwebsite/Home gruppo facebook. Sta per entrare in rete la traduzione in arabo, giapponese, olandese.



5 commenti:

  1. Ciao Frank! Non ho capito se mi chiedevi un parere su Il Fatto Quotidiano o sulla scelta di non leggere piu'  i giornali.

    Su quest'ultima possibilita' credo che non ti riuscira'. Le persone che hanno una coscienza civica e hanno a cuore il bene comune come te e me, non ci riescono a diventare egoisti e menefreghisti.

    Riguardo invece a Il Fatto, come ho accennato in questo post:

    artemisia-blog.blogspot.com/2009/10/post-della-settimana-volata.html

    lo compro solo nel fine settimana insieme a L'Unita' (durante la settimana non ho proprio tempo di leggere i giornali).

    La prima impressione e' stata di un giornale un po'  monotematico, giustizialista e un po' grillino. Ma approfondendo un po' ho scoperto che ci trovo un sacco di belle firme e quindi penso che continuero' a comprarlo. A dire il vero preferisco le opinioni che le notizie di per se'.  Quest'ultime in rete prima o poi si trovano, magari sul sito L'Italia dall'estero. :-)

    Per esempio, il resoconto del faccia a faccia tra i tre candidati alla segreteria del PD fatto da Luca Telese mi e' sembrato piu' chiaro e incisivo di quello che ho trova su L'Unita'.

    A proposito, domenica io vado a votare per Marino. Voglio giocare tutte le poche carte che ho per esprimere la mia delusione  per l'attuale dirigenza del PD.

    Un caro saluto,

    Artemisia

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  2. Artemisia, non di una scelta per menefreghismo si tratterebbe, quanto - per analogia con te che sollevi un problema - anche a me manca il tempo e ci sono troppi giornali piegati e mai aperti, neppure in prima pagina.

    Quanto a "il Fatto" le belle firme abbondano e anche parecchi retroscena, come l'ennesima censura subita da "Le Iene" (a proposito della libertà di stampa che non è affatto minacciata), tanto per dirma una.

    Anch'io preferisco in genere le opinioni, più che altro mi riferivo a come di fronte ai fatti di cronaca rilevanti l'impostazione fosse come distaccata. Ma si sta aggiustando e mi sembra che tra breve, dopo il primo mese si potrà fare un bilancio. Una presenza così, nella carta stampata ci voleva, più che altro a rendermi perplesso è che la qualitàà di lettura e lettori è bassa in Italia e non so quanto spazio potrà guadagnare. In fondo sono dettagli, a pensarci bene.

    Quanto al Pd, che non ho votato, se diventasse vera opposizione, senza sconti e senza vincoli (penso alla desolante Binetti) sarebbe cosa buona, ma temo che esistano ancora vincoli, veti, armamentari di una poltica senza attori di primo piano.

    Fai bene a votare Marino, speranza di laicità. E ce ne vuole tanta.

    Un caro saluto

    Frank57

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  3. Letto.

    Buona giornata, Frank!

    Artemisia

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  4. Scusa Frank. Sono sempre io.

    Lo avevi letto questo articolo su L'Italia vista dall'estero?

    Io non sono tanto d'accordo. La nascita de Il fatto non si puo' leggere solo come l'ennesima scissione della litigiosa sinistra anche se e' chiaro che si contenderanno i lettori.

    Tu che ne dici?

    Artemisia


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  5. Artemisia, ti ringrazio per la segnalazione. Sono d'accordo con la tua valutazione, anche se va aggiunto - in base a ciò che viene scritto - che un giornale non rappresenta un partito, ma nasce e vive per acquisire lettori. Semmai, ma questo come discorso interno, il problema non è tanto la disquisizione sulla sinistra litigiosa, quanto più realisticamente che in Italia la lettura dei quotidiani è poco diffusa e, dunque, la ricerca di nuovi lettori è piuttosto ardua.

    Un caro saluto




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