giovedì 24 dicembre 2009

Gli auguri al tempo del B.








 


Questo blog resterà chiuso per alcuni giorni. Ma tornerò.


Lascio questa bellissima immagine che una cara amica mi ha inviato e due perle scovate in Rete. Si ride, per non piangere o non scandalizzarsi per le ultime oscene uscite del papi che blatera di “valori cristiani”. Santo subito, no? Magari martire!


 


L'Epapifania


Vincenzo Schinella


Il Presidente del Consiglio, convalescente ma sempre lucido, approfitta dell’imminente Natale per scalare gli indici di gradimento.


 


Giacché siamo in clima, il Presidente del Consiglio, convalescente nel fisico, sempre lucido e rapace nella mente, approfitta dell’imminente Natale per scalare gli indici di gradimento e i sondaggi affidandosi ad una inconsueta apparizione che, per molti aspetti propagandistici, sfiora il mistico: la telefonata dell’amore, della speranza e della carità.


La prima di queste Silvio-fanìe, durante una manifestazione di solidarietà organizzata a Verona; la seconda sul sito de ‘Il Giornale’ di Feltri. Abbandonati i toni da guerriglia verbale, dopo i fatti di piazza Duomo, il nuovo refrain risuona di tematiche cristiane, echeggia di parole morbide, parla d’amore e di carità: un mix in perfetta sintonia con quella strana, assurda e perlopiù ipocrita atmosfera che aleggia in Italia attorno al 25 dicembre di ogni anno. Il parallelismo col messaggio di Papa Giovanni XXIII non può che essere immediato: ‘la mia è una voce sola ma riassume la voce del mondo intero’. Ma oggi, dalle carezze ai nostri bambini, si è passati alle tessere per il popolo elettore. I toni della voce sono gli stessi: caldi, suadenti e, a tratti, commossi. Il gesto di Tartaglia aveva già di per sé risollevato i gradimenti del Cavaliere nei sondaggi: così, giusto per non perdere l’onda lunga da cavalcare a scopi propagandistici, ecco la trovata del messaggio telefonico che ha almeno due vantaggi rispetto a quello televisivo. Il primo, dati i vistosi medicamenti al volto del Presidente, è di rimandare l’immaginario collettivo alla sofferenza non ostentata, quasi gelosamente e pudicamente nascosta alla ridda delle telecamere e perciò stesso più autentica e toccante; il secondo è di affidare ad un messaggio solo vocale un significato quasi trascendentale usando come transfert emozionale le parole amore-dolore-Natale. Giusto per ricucire qualche strappo con l’elettorato cattolico consumatosi dopo le notizie delle frequentazioni di Villa Certosa e Palazzo Grazioli.


Questa è l’arte del nostro Presidente del Consiglio che, dopo le dichiarazioni dei suoi fedelissimi circa il non voler strumentalizzare l’aggressione di Tartaglia a fini politici, ora si ciba direttamente di quell’aggressione costruendo su di essa non solo l’immediata contromossa populista ma, addirittura, l’intera compagna pubblicitaria e politica futura: il Partito dell’Amore contro l’esercito del Male. Anche Cicciolina, a suo tempo, aveva fondato il Partito dell’Amore: il premio, in quel caso, era una palpata alle tette della Pornostar ad ognuno che si dichiarava suo votante. C’è da chiedersi quale sia il premio riservato oggi ad ogni votante di questa nuova propaggine politica emanante Bontà Infinita. Lasciateci la consapevole ignoranza di non volerlo mai sapere!


L’ultimo aspetto che val la pena sottolineare è il tentativo di derubricazione, anche questo ben celato dietro la dicotomia biblica Amore-Odio, di tutti gli aspetti negativi della figura del Presidente del Consiglio. E’ inutile dire che è malato perché frequenta minorenni; è inutile dire che è mafioso perché dei giudici stanno indagando sui suoi rapporti durante gli anni delle stragi; è inutile dargli del corruttore perché è stato condannato il suo diretto corrotto: tutto ciò porta solo odio. Amiamoci, invece. Viva la fig… cioè: viva l’Amore. Con buona pace della sig.ra Veronica Lario, delle Procure, dei Giudici, di Repubblica e Travaglio. Insomma: ancora una volta un attacco viscerale a tutto ciò che, democraticamente, si oppone alla sua figura totalizzante. Ma sarà difficile, adesso, spiegare che Boffo e Fini sono stati attaccati da un giornale estraneo alle volontà del Presidente Berlusconi dal momento che proprio al sito di quel giornale è stata affidata la consacrazione della nuova strategia di avanzamento.


Ancora una volta, il camaleonte ha cambiato il colore della pelle: come ogni volta, al mutare della stagione.


Perciò, questa sera, tornando a casa, troverete i bambini: date una carezza ai vostri bambini e dite che questa è la carezza di Democrazia e il Natale, se esiste, così come il domani di questo Paese, di sicuro non è quello di cui va raccontando in giro il Presidente del Consiglio d’Italia.


http://www.corriereweb.net/politica-e-societa/interni/1630-lepapifania.html


 


 





 


 



Che gelido trenino


           


Il freddo rende migliori. Penso a Mauro Moretti, amministratore delle Ferrovie dello Stato. La sua voce, che ancora l’altra settimana celebrava le magnifiche sorti e progressive dell’Alta Velocità, si è librata ieri attraverso i binari ghiacciati del Paese per invitare i passeggeri a munirsi di coperte, maglioni, acqua e panini. Era questa la dimensione epica che sognavamo. Il viaggio verso la casa dei padri trasformato in esperienza mistica: da Torino a Reggio Calabria come per un pellegrinaggio a Santiago di Compostela. Si parte in un modo e si arriva in un altro, se si arriva. E’ una prova iniziatica: quel che conta è sopravvivere alle insidie disseminate lungo il cammino.


Si comincia con la ricerca del treno. Irta di trabocchetti, perché sul binario per Aosta c’è scritto Ancona e per non passare le vacanze con i parenti sbagliati bisogna interrogare gli oracoli in divisa da capostazione. Poi scatta l’attesa: arriverà il treno, e una volta arrivato, ripartirà? Arriva e riparte, ma alla prima galleria un orco cattivo spalma ghiaccio sui binari e fa saltare l’elettricità nei vagoni. Così si rimane fermi e al buio sul gelido trenino di Moretti, che per fortuna ce lo lascia riscaldar. Coperte, maglioni: i più multistrato di noi sembrano un incrocio fra Totò a Milano e l’omino Michelin. Si riparte, ma è un’illusione, come quel rumore in sottofondo: biscotti, caffè… In realtà i candidati restano soli con le proprie paure e devono attingere alle risorse più segrete del loro zaino: acqua e panini. Dipende tutto dal ripieno: se è abbastanza calorico, usciranno a riveder le stelle, prima o poi.


   22/12/2009


 

3 commenti:

  1. Ciao, Frank! Passa delle feste serene. Prenditi una pausa dalle incazature.

    Un abbraccio,

    Artemisia

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  2. mi fa quasi piu schifo lui di un prete il che è tutto dire

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  3. Sergio, i tuoi contributi sono sempre utili. Io leggo, anche se non rispondo subito. Ma rimedierò.

    Artemisia, le feste sono passate e rimpiango la serenità che mi hanno donato.

    Romina, scusa il ritardissimo, proverò a cambiare metodo. Resta incomprensibile come mai siano acora in tanti a scegliere lui e suoi scherani. Stiamo precipitando e risalire chissà se potremo...

    phederpher, disprezzo superduomo papi e coloro che lo accerchiano. Molti che lo votano spero siano in buona fede. Spero...


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